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Figlia mia…

Genitori e Familiari insieme contro i Disturbi del Comportamento Alimentare

Figlia mia,

quante volte durante la tua malattia ho cercato di convincerti che non eri sbagliata, che quella che tu chiamavi “perfezione” degli altri non era migliore della tua imperfezione; che il loro ordine non era meglio del tuo disordine, che la loro ipocrisia era di gran lunga peggiore della tua sincera e spudorata schiettezza.

Quante volte ti ho detto “ rimani te stessa” perché questo è l’unico modo di volare via da quella gabbia in cui ti ha rinchiuso il dolore.

Ma poi, alla fine….. cos’è la perfezione?

Solo utopia, penso che non faccia nemmeno parte di questo mondo.

Eppure mi sono resa conto che è difficile non rincorrere questa chimera.

Quante persone la inseguono tutta la vita senza mai raggiungerla e, in questo correre affannoso non riescono più nemmeno a vedere la bellezza della vita!

Dimmi, figlia mia, non è più affascinante essere unici?

Dimmi, hai mai visto due quadri identici di Raffaello?

No tesoro, ogni suo dipinto ha la sua luce , unica e misteriosa.

… Ma tu neppure mi ascolti, continui ad avvolgerti in questa nebbia densa. Ma il sole è la fuori!!

Ho sempre timore a chiederti “ Come stai?”  perché mentre dentro di te stai urlando: ferita, inutile, sola e confusa, tradita. Depressa, ansiosa inadeguata e abbattuta, distante e col cuore spezzato. Rifiutata, schiacciata, come se stessi perdendo l’equilibrio  da un momento all’altro. Vuota, sconfitta, come se non fossi mai abbastanza;  so che mi guarderai e mi risponderai: “sto BENE!”

Questo vetro ci separa, non mi impedisce di vederti, ma non posso toccarti, non posso sentire il tuo calore, non posso abbracciarti.

Vorrei solo che tu riuscissi a guardare oltre il tuo orizzonte, così che una mattina ti potessi svegliare pensando che “ti stai bene così come sei”, imperfetta, imprecisa, sgualcita e spettinata e guardandoti allo specchio finalmente riuscirai a sorriderti dicendo a te stessa che sei meravigliosamente unica.

(Cinzia)