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PCTO – Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento. Progetto scolastico “Vivere il corpo” – Barletta

Genitori e Familiari insieme contro i Disturbi del Comportamento Alimentare

ASSOCIAZIONE “ILFILOLILLA” APS-ETS – SEZIONE OPERATIVA DI BARLETTA

Ha preso il via su piattaforma Google Meet il Progetto “Vivere il corpo”, organizzato in collaborazione tra l’Associazione “ilfilolilla” APS-ETS ed i seguenti Istituti di Barletta:

  • Istituto Tecnico Economico
  • Liceo Linguistico.

entrambe gestiti dalle Suore Salesiane dei Sacri Cuori.

Il Progetto, che rientra nell’ambito dei PCTO – “Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento”, prevede due fasi, di cui la prima informativo-teorica, l’altra pratica ed è così articolato:

PRIMA FASE (ciclo di quattro lectio magistralis tenute da specialisti in materia di disturbi alimentari:

  • Giovedì 25/03/2021 ore 15.30: “I disturbi del comportamento alimentare: dai segnali alla malattia”, Dott. F. Iovine, medico psichiatra, Dirigente Responsabile CSM Andria e ref. Ambulatorio DCA Trani, ASL BT;
  • Giovedì 08/04/2021 ore 15.30: “I disturbi del comportamento alimentare: dalla mente al corpo”, Dott.ssa M. Dell’Olio, dirigente psicologa e psicoterapeuta, Responsabile ff. Servizio Psicologia Clinica e Ambulatorio DCA Trani, ASL BT;
  • Martedì 13/04/2021 ore 15.30: “I disturbi del comportamento alimentare: l’alimentazione come specchio dell’anima e del benessere”, Dott. C. Sileo, Dirigente medico Servizio Igiene, Alimenti e Nutrizione ed Ambulatorio DCA, ASL BT;
  • Martedì 20/04/2021 ore 15.30:“I disturbi del comportamento alimentare: uscire dal tunnel – la forza della comunicazione”, Dott.ssa M. Abbinante, Giornalista, Dirigente Responsabile Informazione e Comunicazione, ASL BT;

SECONDA FASE

Gli studenti, dopo aver partecipato agli incontri ed essersi confrontati sul tema, procederanno alla realizzazione di un elaborato da scegliere tra:

  • una brochure informativa a tema, occupandosi della realizzazione in lingua inglese, tedesca e spagnola;
  • un dipinto, un racconto;
  • un cortometraggio;
  • un book fotografico.

In sostanza qualsiasi forma di elaborazione tecnica/artistica/letteraria che possa esprimere le emozioni emerse durante la parte teorica. I migliori lavori potranno essere utilizzati, previa autorizzazione del o degli autori, per divulgare il messaggio informativo da parte dell’Associazione “ilfilolilla” APS-ETS.

(Per visualizzare i nomi degli studenti premiati clicca sul link qui sotto: http://www.ilfilolilla.it/2021/07/14/premiati-i-partecipanti-al-progetto-scolastico-vivere-il-corpo-barletta-pcto-percorso-per-le-competenze-trasversali-e-per-lorientamento/ )

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al contributo gratuito dei relatori specialisti nel settore

Un ringraziamento particolare va alla Dirigente degli Istituti Prof.ssa Marta Maria Petruzzella, alle docenti Prof.ssa Maria Santa Santo, Prof.ssa Lelia di Niccolo, Prof.ssa Fabiana Milia e all’importante contributo, reso del tutto gratuitamente, dei relatori: dott. Filippo Iovine, dott.ssa Maria Dell’Olio, dott. Carlo Sileo e dott.ssa Micaela Abbinante.

Pubblichiamo, di seguito le impressioni che due studentesse  (Orsola Albanese e Giorgia Lamonaca), hanno voluto comunicarci con un loro scritto dopo il primo incontro:

“Giovedì 25 marzo 2021, le classi terze dell’Istituto Suore Salesiane dei sacri Cuori hanno intrapreso un percorso PCTO incentrato sulle problematiche dei disturbi alimentari.

Durante il primo incontro, il relatore ha accuratamente spiegato agli studenti i comportamenti cardine di un individuo affetto da disturbi alimentari. Questi ultimi possono essere identificati attraverso alcuni campanelli d’allarme, i quali dovrebbero essere d’aiuto per la prevenzione di tali problematiche che si presentano prevalentemente negli individui di sesso femminile con un’età compresa tra i 12 e i 25 anni. Un soggetto a rischio potrebbe assumere comportamenti ossessivo compulsivi in relazione a quante calorie assume e quante ne brucia, al suo peso, all’attività fisica. Un altro indice di DCA è l’astenersi dal mangiare in pubblico per evitare di mostrare il proprio rapporto anomalo con il cibo.

Il relatore dell’incontro ha accolto le curiosità dei ragazzi in merito all’argomento trattato. Una delle domande che ha destato più interesse è stata come si distinguessero i disturbi alimentari e quale fosse la differenza tra anoressia e bulimia.

Un punto particolarmente interessante dell’incontro è stato il paragone dell’idealizzazione della figura femminile tra ieri e oggi. Il confronto è stato reso evidente grazie alla visione del noto quadro Nascita di venere di Botticelli in cui la figura della dea non appare esageratamente magra, come vogliono i canoni di bellezza odierni, bensì con delle forme morbide.

Il percorso organizzato è di grande formazione per gli studenti, i quali lo seguono con interesse al fine di sensibilizzarsi sul tema trattato e in più imparare a riflettere su quali irreversibili conseguenze i disturbi alimentari potrebbero comportare”.

Nel quarto incontro, interessantissima la relazione conclusiva della dott.ssa Abbinante sull’importanza della comunicazione anche come mezzo di cura.

Il coinvolgimento e la partecipazione dei ragazzi ha raggiunto l’apice dopo la proiezione del video-testimonianza di due ragazze, che hanno avuto la forza e il coraggio di mettersi a nudo davanti alla telecamera.

Colpiscono le parole della diciasettenne Antonella che definisce il suo esser magra come “una magrezza malata”, ma soprattutto cattura l’attenzione di tutti nel modo in cui conclude il suo intervento, dove con poche e concise parole, lancia un fortissimo e profondissimo messaggio ai suoi coetanei, ma anche a noi adulti: “non serve stare male, per stare bene”

Nel corso di uno degli incontri già effettuati è stata anche letta la lettera di Arianna, una ragazza di Udine di 18 anni affetta da Anoressia nervosa, che ha voluto venisse divulgata anche in questa circostanza, considerando la presenza di tantissimi giovani.

Un fiocchetto un po’ più lilla

Ciao, mi chiamo Arianna, mi chiamo Sara, mi chiamo Thomas, mi chiamo Chiara, mi chiamo Lorenzo, mi chiamo Marta, mi chiamo Martina, mi chiamo Serena, mi chiamo Alyssa, mi chiamo Marina, mi chiamo Sofia, mi chiamo Federica e soffro di un disturbo del comportamento alimentare (anoressia nervosa, bulimia nervosa, binge eating, puring disorder, fagofobia, ortoressia, disturbo da ruminazione, chewing and spitting; scegline uno, se vuoi anche due, oppure tutti, tanto io li ho vissuti sulla mia pelle e il mio stomaco uno ad uno).

Sono qua perché voglio spiegarti il motivo per cui il monumento della tua città si è illuminato di lilla: il 15 marzo è la mia giornata, voglio farti sapere come si comporta questo mostro che mi accompagna, voglio che venga riconosciuto come una malattia a sé stante. Non tollererò più udire che il mio è solo un capriccio, un modo “strano” per attirare l’attenzione; questo è un demone che ti vieta di mangiare, che ti obbliga ad infilarti due dita in gola fino a vomitare tutto ciò che avevi ingerito, fino a non avere più nulla nello stomaco, che ti tiene maniacalmente compagnia ventiquattro ore su ventiquattro costringendoti a contare tutte le calorie che assumi (se no te le fa rifiutare), che per disperazione ti permette di masticare un buonissimo biscotto al cioccolato, ma che tu non puoi meritare e quindi te lo fa sputare.

Ora, però, desidero portarti in una mia tipica giornata, in quanto voglio che tu capisca che questo non è un gioco: mi alzo alle nove del mattino, dopo che la casa profuma di silenzio e solitudine, e fino alle tredici cammino per i campi dietro casa a stomaco rigorosamente vuoto sotto il sole che penetra nelle mie ossa ricoperte da sola pelle. Quella vocina macabra mi riporta a casa e si impone nella mia anima facendomi mangiare un pacco di biscotti, tre panini con formaggio ed affettati, un piatto di pasta al burro; devo correre in bagno, così mi infilo due dita in gola provocandomi un lieve conato, capisco che serve mettermi in bocca la mano intera e finalmente vomito; ripeto questa meccanica procedura fin quando lo stomaco non ritorna vuoto. Finalmente regna di nuovo il silenzio. Vado in cucina e come se non fosse successo nulla, con gli occhi gonfi dallo sforzo, l’odore acre che rimane nel naso, preparo il pranzo a mamma che dovrebbe tornare a breve dal lavoro. Appena arriva le dico che prenderò il bus per andare a studiare da un’amica, invece andrò a piedi perché sicuramente qualcosa dell’abbuffata fatta stamattina non è stato eliminato. Cammino, calcolo il numero dei passi e le calorie da bruciare, forse berrò dell’acqua sperando non mi faccia sentire troppo gonfia. Studio al bar alla fine, nessun’amica, era tutta una scusa; qua decido di prendere sette caffè al ginseng bevuti uno dopo l’altro, in questo modo riesco, forse, a concentrarmi per più della mia solita mezz’ora.

Dopo un paio di ore mi rimetto lo zaino in spalla e a piedi percorro i dieci chilometri che mi riportano a casa. È l’ora di cena e mia mamma mi osserva minuziosamente con il solito sguardo disperato, saranno le ossa delle scapole che la spaventano, oppure le occhiaie marcate. Non lo so ma il suo modo di preoccuparsi mi innervosisce così tanto che comincio ad urlarle contro, non capisco nemmeno io in fondo perché mi abbia fatto “scattare”.

 Perché? Perché prova tu a fare questa vita, ad assecondare quella maledetta vocina, ad essere lucido solo se prendi gli psicofarmaci, a non avere forze fisiche né tanto meno mentali per poter condurre una vita normale, avere i parametri vitali al limite e non riuscire a far sparire quel demone che non ti lascia mai tregua. Dopodiché prendo le gocce per calmarmi, finalmente un po’ annebbiata mi rilasso, mi faccio la doccia e vado a dormire perché sono stanca, stanca di tutto quello che mi circonda, stanca di lottare in questa guerra da sola.

 Durante la notte sudo, ho i brividi di freddo, il mio cuore denutrito ed affaticato, la mancanza di potassio e sodio lo lasciano arrendersi, il mostro mi porta via con sé, staremo maledettamente sempre insieme… Così si fece silenzio, per sempre.

Mi chiamo Arianna, mi chiamo Sara, mi chiamo Thomas, mi chiamo Chiara, mi chiamo Lorenzo, mi chiamo Marta, mi chiamo Martina, mi chiamo Serena, mi chiamo Alyssa, mi chiamo Marina, mi chiamo Sofia, mi chiamo Federica e questa mattina, all’età di 21 anni, i miei genitori mi hanno trovato morta perché soffrivo di un disturbo del comportamento alimentare e nessuno è riuscito a salvarmi, nessuno ha capito che ero malata, sono morta con le urla dei demoni dentro la mia anima e fuori c’era un silenzio assordante.

Villa Miralago (Centro per la cura D.C.A.), Cuasso al Monte (VA), 15 marzo 2021                            

Arianna Tanzariello