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LABORATORIO DI SCRITTURA NELLA CURA DEI DCA

Genitori e Familiari insieme contro i Disturbi del Comportamento Alimentare

di PAOLA TURRONI.

La scrittura è un gesto di conoscenza, non è mai una dichiarazione di sapere, ma un modo di entrare nel sapere, indagandolo con le proprie parole. La scrittura è anche un legame con l’altro di sé, con gli altri e con il mondo, è una tessitura che richiama ogni volta consapevolezza e stupore. La scrittura è una continua domanda su ciò che si scrive. Non si scrive quello che si sa, si scrive quello che non si sa, è un atto di indagine e di rivelazione che può avvenire solo nel gesto di scrivere, mi accosto al foglio e mi butto, in quell’attimo di vuoto il corpo si prende una responsabilità affermativa e scrive. Il corpo sta di fronte al foglio, di fronte alla propria parola. È anche per questo motivo che si propone un laboratorio di scrittura in una struttura che cura i Disturbi del comportamento alimentare.
Da anni conduco laboratori che chiamo “narrare con cura”, proprio per sottolineare quanto la scrittura – sia direttamente autobiografica che traslata su personaggi – sia autocurativa, oltre che campo fertile di sguardo su di sé e sull’altro, prospettiva di conoscenza inedita, che è possibile elaborare nel percorso terapeutico. Scrivere è lasciare un segno, traccia di sé, il foglio bianco è un corpo, un territorio, da significare. Scrivere in uno spazio protetto e interrogante permette di creare un’apertura verso vie ignote, una possibilità di narrazione di sé differente, il linguaggio mentale ed emotivo diventa carne, questo processo di elaborazione ed invenzione, di condivisione col gruppo, e di rispecchiamento sulla pagina, porta a un ricamo alternativo di sé che in alcuni casi arricchisce, in altri svela, fornendo un bagaglio intimo su cui contare.
Tutti i testi scritti, tranne qualche eccezione, sono letti ad alta voce. Leggere, dare voce alle proprie parole, a qualcuno, è immediatamente relazione, un gesto verso l’altro. Non solo perché l’altro ne è in qualche modo modificato, ma perché noi stessi ne comprendiamo la sua verità, il suo suono risuona in noi.
Scrivere è un allenamento fisico, emotivo, mentale, creativo. L’atto di scrivere, il gesto di scrivere, sono il nostro fare segno, lasciare traccia, esistere. Ogni parola è un verbo, che produce movimento in chi scrive e in chi legge. Scrivere è passare dall’esperienza del corpo, all’atto della scrittura, alla lettura con la voce, in tutto il processo la scrittura si trasforma e forma, nomina, scardina e ramifica.
Joe Bousquet scrive “far parlare la parola” Ma è proprio un’azione che àncora, che attraverso la marcatura del foglio ci rende reali, crudi, vividi.