Binge eating
Cos’è
Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata, noto come Binge Eating Disorder (BED), significa letteralmente “abbufata di cibo”. Si caratterizza per episodi di scorpacciate, in cui si consumano grandi quantità di cibo in breve tempo e senza controllo. A differenza della bulimia, chi soffre di BED non usa metodi di compensazione come il vomito. Le “abbuffate” sono spesso accompagnate da sensi di colpa e vergogna, portando spesso a mangiare in segreto; di conseguenza, questo disturbo comporta ansia, depressione e una forte preoccupazione riguardo al corpo e al peso, spesso con difficoltà nel gestire le emozioni.
È un disturbo alimentare molto diffuso che colpisce il 2-3% degli adulti ed è meno caratterizzato da una distinzione di genere rispetto agli altri disturbi del nutrimento e dell’alimentazione (60% femmine, 40% maschi). Il BED è il disturbo alimentare più comune e appare spesso nella prima età adulta, ma può colpire a diverse età. Tra le persone obese, la prevalenza del BED aumenta con la gravità dell’obesità; infatti, circa il 20% degli individui obesi che cercano trattamento per perdere peso soffre di questo disturbo.
Diagnosi e cura
La diagnosi del Binge Eating Disorder può essere effettuata solo da professionisti sanitari qualificati, che devono verificare che i comportamenti della persona siano in linea con i criteri delineati dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5). La diagnosi di BED viene stabilita quando le abbuffate avvengono per almeno due giorni a settimana, per un periodo continuativo di sei mesi, e non sono seguite da comportamenti di compenso; altrimenti, la diagnosi corretta sarebbe bulimia nervosa. Sarebbe utile che tale valutazione venisse compiuta anche nel caso di persone affette da obesità.
L’obiettivo principale del trattamento dovrebbe essere fermare le abbuffate. Concentrarsi solo sulla perdita di peso può innescare un ciclo dannoso di dieta rigida, fame, abbuffate e recupero del peso perso, aggravando l’obesità nel tempo. Questo problema è particolarmente critico nei pazienti con Disturbo da Alimentazione Incontrollata, che trovano difficile mantenere una dieta e sono più soggetti a ricadute. Questo approccio aiuta la persona a ristabilire un rapporto sano e naturale con il cibo e il proprio corpo.
Le Linee Guida attuali raccomandano un approccio terapeutico-riabilitativo condotto da un team multidisciplinare di specialisti, tra cui psicologi, psichiatri, internisti/endocrinologi, dietisti ed educatori al movimento.

